Anita: è una signora sulla novantina. Vive sola al secondo piano di un palazzo antico. Avrebbe bisogno di una risistemata ma non c’è più nessun familiare che se ne occupa. Da tanti anni non esce di casa. Non vuole vedere nessuno e nessuno da tanto tempo sale quella scala ripida per andare a trovarla.

Perché? Si dice sia la persona più burbera e solitaria del paese.

Marica: è un’operatrice di Ardesia da meno di un anno. Quando ha iniziato il proprio incarico tanti dubbi la assalivano. Sarò in grado di assistere i miei clienti? Come sarà lavorare al domicilio rispetto ad una struttura?

Le strade di Anita e Marica ad aprile si incontrano.

Marica dovrà aiutare Anita per l’igiene mattutina, occuparsi della spesa, preparare i pasti.

Anita è stata accompagnata in questa scelta dai servizi sociali ma non accetta di buon grado. Perché qualcuno dovrebbe aiutarla?

Sei mesi dopo – una conversazione con la coordinatrice del servizio

Marica: “Voglio condividere un regalo bellissimo che ho ricevuto:” Anita mi ha regalato una sua poesia e mi ha fatto una dedica, che groppo alla Gola!”.  “Sai, lei scrive tante poesie, racconti e tutto ciò che le viene in mente vissuto in tutta la sua vita. Ha pure scritto un libro! Ogni tanto ci mettiamo nella sua stanza e io leggo ad alta voce, per lei… In questi momenti ritorna a vivere tutto quello che ha scritto. A lei piace tantissimo”.

“Io faccio questo lavoro come meglio posso, con le risorse e le competenze che ho. Lo faccio con amore verso il prossimo e con voglia di aiutare. Non lo nego, mi ci sono appassionata e per me non è solo lavoro (quello che si fa per arrivare al 15 del mese per intendersi) ma una missione. Il lavoro mi sta facendo capire molte cose su di me.. migliorando dove devo e andando avanti dove sono più sicura di me. Grazie per l’opportunità e la fiducia che mi avete dato”.

In un messaggio, la poesia e la dedica:

 “Alla mia Marica, che mi sostiene per ogni difficoltà. Con tanto amore, Anita.”